La Storia dietro il nome
Il Ristorante Ai Cocci nasce nel 2018 nel cuore di Testaccio e porta nel nome la storia stessa del quartiere.
“Ai Cocci” richiama direttamente il Monte dei Cocci, l’antico Mons Testaceus: una collina artificiale formata in epoca romana dall’accumulo di milioni di frammenti di anfore, utilizzate soprattutto per trasportare l’olio. Quei frammenti erano chiamati in latino testae: da questa parola deriva Testaceus e, successivamente, il nome Testaccio. Un’unica linea etimologica lega così i cocci, il monte, il quartiere e il ristorante, che rende omaggio alle proprie origini portando in tavola i sapori e i piatti della tradizione romana.
La Carbonara del Ristorante Ai Cocci
La Carbonara di Ai Cocci ha un gusto deciso. La preparazione conta, ma la differenza la fanno soprattutto gli ingredienti: Pecorino Romano stagionato almeno 18 mesi, che le dona sapidità e intensità; guanciale di Amatrice di prima scelta; uova a pasta gialla e pasta De Cecco.
È dalla qualità di queste materie prime che nasce il gusto pieno e riconoscibile della nostra Carbonara.
L'Ex Mattatoio e il Quinto Quarto
Nasce tutto qui: Roma, Testaccio, Ex Mattatoio. Tra Ottocento e Novecento vi lavoravano i vaccinari, gli addetti alla macellazione. Parte della loro paga era costituita dagli scarti: interiora, coda e ciò che restava dopo i quattro tagli principali, il “quinto quarto”.
Dalla necessità di non sprecare nulla nacquero i piatti più iconici della cucina romana: la coda alla vaccinara, la coratella, la trippa e i rigatoni con la pajata. Una cucina povera e ingegnosa, diventata storia, tradizione e identità.
